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Mercati e messa a norma delle pratiche di pagamento: come trasformare un vincolo normativo in una opportunità

I mercati ci offrono un nuovo canale di distribuzione e di sale promotion divenuto ormai imprescindibile. Essi incassano i pagamenti per conto degli operatori del commercio elettronico, mentre il consumatore accede, su un solo ed unico sito, ad una gamma di offerte sempre più varie e attraenti.

Conformità alle esigenze dell’ACPR: un nuovo vincolo per i mercati

Questa pratica ha ovviamente attirato l’attenzione dell’Autorité de Contrôle Prudentiel et de Résolution (ACPR). Infatti, la maggior parte dei mercati aveva progressivamente sviluppato delle pratiche che rientravano in attività regolamentate, in particolare i servizi di incasso di fondi per conto terzi: acquisizione di ordini di pagamento (Servizio di pagamento 5) ed esecuzione di operazioni di bonifico, associate alla gestione di un conto di pagamento (Servizio di pagamento 3c). Tuttavia, questi servizi di pagamento possono essere proposti soltanto da istituti di credito, di moneta elettronica o di pagamento. Inoltre, l’ACPR ha constatato che, molto spesso, i fondi degli utenti non erano protetti. L’ACPR ha quindi chiesto ai diversi mercati di mettersi a norma con le regolamentazioni europee in vigore.

Va da sé che lo sviluppo degli attori francesi del commercio elettronico, e in particolare di questi mercati, è un elemento essenziale per accompagnare la crescita dell’economia francese. Di conseguenza, le parti in causa (mercati, istituti di credito, istituti di pagamento e istituti di moneta elettronica) cercano di proporre soluzioni che soddisfino le esigenze dell’ACPR, gli imperativi specifici legati alla commercializzazione di alcuni beni e servizi, ma anche il mantenimento di un’esperienza ottimale per il cliente. Tutto questo, naturalmente, ottimizzando i costi di adeguamento.

Ormai si è capito che un mercato non potrà più raccogliere i pagamenti di tutti gli operatori del commercio elettronico. In molti si sono ormai adattati e propongono soluzioni basate su un principio semplice: far sì che ogni operatore del commercio elettronico si accordi con un istituto riconosciuto. Questo approccio è interessante perché permette di appoggiarsi ad una modalità di funzionamento nota e conosciuta. Tuttavia, esso genera pesanti investimenti in termini di adeguamento e di gestione per i mercati. Benché necessari per rispettare l’ambito normativo, questi investimenti considerevoli non generano nessun valore aggiunto alla loro offerta. Esiste allora un rischio abbastanza alto che essi perdano la flessibilità che è stata alla base della loro creazione e del loro successo. D’altra parte, l’operatore del commercio elettronico è costretto a occuparsi da solo della gestione dei pagamenti e in particolare della problematica delle frodi.

Rimangono comunque ancora molte domande. Come gestire ordini che combinano prodotti di diversi operatori del commercio elettronico e prodotti forniti direttamente dal mercato? Come integrare le richieste di rimborso in conformità alla normativa commerciale della vendita a distanza? Queste domande restano in sospeso e dovranno essere trattate in modo soddisfacente, nell’interesse di tutti.

Gli istituti di moneta elettronica: un valore aggiunto per i mercati

Esistono altre soluzioni che permettono ai mercati di mettersi a norma, compreso su scala europea (accettazione semplice degli operatori del commercio elettronico). Esse offrono anche l’opportunità di organizzare in modo diverso e di semplificare le relazioni, sia con gli operatori del commercio elettronico che con i consumatori.

Appoggiandosi ai meccanismi offerti dalla moneta elettronica e più in particolare alla messa a disposizione di un vero e proprio portafoglio elettronico, queste soluzioni innovative permettono ai mercati di trasformare i vincoli normativi in opportunità. I mercati entrano allora in una relazione più intima con i loro clienti, aprendo al contempo nuove prospettive marketing agli operatori del commercio elettronico. Essi potrebbero quindi sviluppare dei programmi di fidelizzazione basati su buoni o su agevolazioni destinati al cliente per i suoi acquisti sul mercato.

Lo sviluppo di questo tipo di soluzioni, che è ipotizzabile soltanto con un Istituto di moneta elettronica riconosciuto, è facilitato dalla grandissima capacità di adattamento di questi ultimi e da una normativa europea meno vincolante di quella dei pagamenti classici. L’uso della moneta elettronica, che ha già permesso la creazione di nuovi metodi di pagamento efficaci, come il pagamento in contanti su Internet, resta una leva formidabile per il futuro del commercio elettronico. I mercati hanno molto da guadagnare nello stabilire delle relazioni con istituti di moneta elettronica in grado di assisterli in questo percorso innovativo. Amazon l’ha capito subito e ha anticipato la tendenza in Europa ottenendo la licenza di Istituto di moneta elettronica in Lussemburgo.